Lettera del parroco per Natale
Cari parrocchiani,
Anche quest’anno volge al suo termine portandoci alle Feste di Natale. È l’occasione per rivolgervi una parola con l’augurio e con qualche comunicazione.
Il Natale è arrivato puntualmente anche quest’anno! La Festa più sentita che ancora riesce a suscitare interesse, sentimenti, ricordi, nostalgia.
Vorrei, a me e a chi vuole attendere il Natale con uno sguardo di fede o di ricerca del senso di questa festa, lasciarci una domanda: Cos’è il Natale per me?
Per una parrocchia che cerca di essere casa per tutti? Per una famiglia tra mille impegni; per un giovane in cerca del suo futuro; per un ragazzo nella scoperta del mondo intorno a lui; per un lavoratore che fa di tutto per portare uno stipendio a casa; per un pensionato che cerca di trovare serenità o si spende per accudire i nipoti; per un anziano che cerca solo un po’ di salute e attenzione dei propri cari; per chi vive la malattia e cerca il conforto e forza per andare avanti; per te che leggi queste righe, che cos’è il Natale? Ognuno può dare le sue risposte.
Forse presepi e alberi di natale nelle case e nelle piazze? La festa delle luci? Tempo per la famiglia per ritrovarsi? Tempo di vacanze e di riposo? Giorno di panettoni e di regali? Festa che suscita nostalgia del passato e delle tradizioni?… Tutto questo è solo un contorno o un dettaglio che può aiutare ma anche impedire a scoprire il verso senso del Natale: che è Gesù Cristo che chiede di essere ospitato nella casa del tuo cuore, della tua famiglia, del tuo lavoro, della tua vita.
Natale è andare, come pastori, a Betlemme, a trovare Gesù nella mangiatoia, trovandolo oggi nel Tabernacolo, nei sacramenti, nel prossimo, nel bisognoso…
Natale è quando scopri e vedi in quel bambino la tua stella, la tua gioia.
Natale è fare festa a Gesù e per Gesù; è fare festa nel mio cuore perché so che c’è qualcuno che mi ama ed è nato per me, e per svelarmi chi sono io.
Natale è mettere Cristo al centro della tua vita! E se questo è forse troppo per te, allora è iniziare a dargli un po’ più tempo, un po’ più spazio, un po’ più attenzione, un po’ più del tuo amore. E allora camminando con Lui lungo il cammino, troverai il tuo miglior amico, il tuo vero Maestro, la tua unica speranza, il tuo grande Amore.
Allora il Natale vuole ricordarci e tenere vivo in noi il grande mistero della nostra fede: Dio entra nel mondo rivelandosi “Emanuele” “Dio -con-noi”. Un Dio che vuole abitare la nostra città, le nostre famiglie, le nostre comunità, i cuori delle persone.
Un Dio che vuole entrare nelle nostre storie, nei nostri progetti, nelle nostre fragilità e ferite, per donarci la sua Parola che illumina, il suo amore che riscalda, la sua pace che dà gioia, la sua presenza che rasserena.
Che quel Dio, che scelse Maria come sua madre e Giuspeppe come suo custode, fidandosi della loro collaborazione fedele alla salvezza degli uomini, possa trovare anche in te il suo custode, il cuore che lo accoglie, il collaboratore di Dio in questo nostro mondo che sta perdendo il senso del Vero, del Giusto, del Buono, che sta dimenticando i valori della pace, della giustizia, del rispetto; del dialogo, della fraternità, e che ha un bisogno urgente di chi ancora crede che il testamento di Gesù: il suo Vangelo, è l’unica strada che dà vita, prosperità, gioia e speranza.
Possa Dio nascere nel tuo cuore e con te anche negli altri!
Scusate se mi sto dilungando con la mia riflessione, non vorrei farvi una predica lunga, ma volevo lasciarvi, forse un mio ultimo pensiero su quello che cercavo di trasmettervi come vostro parroco in questi anni, riuscendo o non riuscendo.
Vorrei comunicarvi con l’occasione, a chi ancora non ha saputo, che sto concludendo il mio servizio da parroco in questa parrocchia in quanto ho ricevuto il trasferimento. Non vado in altra parrocchia ma mi è affidato un servizio nella comunità di formazione dei Missionari monfortani.
Guardando indietro a questi tre anni del mio servizio come parroco di Santa Maria Mediatrice, posso solo dire solo grazie al Signore per questa bella e arricchente esperienza che ho vissuto tra voi. Anche se sono stato solo 3 anni il cuore rimarrà legato a questa comunità. Sono tanti volti, che in questi anni ho incrociato, tante storie che ho conosciuto, case e famiglie che mi hanno ospitato, vari gruppi con cui abbiamo collaborato, gli Anonimi, i Famigliari degli Anonimi, Movimento Giovanni XXIII, Comunità latinoamericana, le famiglie filippine con i loro figli del catechismo che hanno arricchito la nostra comunità, i parrocchiani che fedelmente venivano al sabato e domenica per celebrare insieme la Santa Messa.
Grazie a tutti voi per l’affetto che mi avete mostrato.
Non posso non ricordare e ringraziare in particolare i collaboratori e volontari parrocchiali che mi hanno aiutato e sostenuto nel prendersi cura della comunità nei suoi vari bisogni e spendendo il loro tempo e le loro energie.
Con me a condividere il servizio e la cura pastorale è stata la mia comunità monfortana con padre Sergio e i vari giovani postulanti che si sono scambiati in questi anni prestando prezioso servizio nella preghiera e liturgia, nella testimonianza di fede. E la comunità continua a fare questo suo servizio.
Grazie a tutti.
Sono rimasti ancora alcuni progetti, idee e desideri che avevo per il futuro ma che non ho potuto ancora realizzare, e mi scuso se in qualche cosa che aspettavate sono stato mancante o non sono riuscito a realizzarlo. Perdonatemi anche per ogni cosa, parola, gesto o atteggiamento, con cui qualcuno è forse rimasto male.
I parroci, come sappiamo, passano ma la comunità parrocchiale rimane. Ed è chiamata a guardare sempre in avanti, fiduciosa nel Signore, che è il Pastore supremo da cui tutto dipende, e che sempre provvede per condurre il suo gregge. Non nego che sono stati due mesi non facili né per me né per voi parrocchiani che avete saputo del cambiamento dal mese di ottobre, in attesa del nuovo parroco. Ma il Signore prima o poi sempre provvede al suo gregge.
Mentre vi scrivo questa lettera posso dirvi che è stato individuato il mio successore, un mio confratello, che sicuramente si prenderà cura della comunità con generosità, fede e zelo. È atteso nel mese di gennaio. Aiutatelo ed accoglietelo come padre, fratello, maestro e amico.
Infine,
Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2026 a tutti voi, alle vostre famiglie e a voi vostri cari!
Vostro parroco p. Kristijan